Nel 1999 un gruppo di lavoro formato da enti di normazione e organismi di certificazione di vari paesi, sotto l’egida di British Standard Institution, ha elaborato uno standard di riferimento per la certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza e salute dei lavoratori; questa norma è stata identificata come:
OHSAS 18001 – Occupational health and safety management system – Specification.
Contemporaneamente è stata emanata anche la OHSAS 18002 – Guidelines for the implementation of OHSAS 18001, al fine di agevolare l’interpretazione e l’applicazione; entrambe le norme non sono ancora state ufficialmente tradotte in lingua italiana per questo si farà riferimento alla loro versione originale inglese.
Nel 2007 vi è stata una revisione dello standard per cui oggi si fa riferimanto alla BS OHSAS 18001:2007.
Lo standard in oggetto è figlio della BS 8800:1996 e di altri schemi di certificazione precedentemente utilizzati dagli organismi che hanno preso parte alla sua stesura, ma ciò che risulta immediatamente evidente è la grande similitudine, praticamente una specularità, con la UNI EN ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso. Di quest’ultima norma lo standard OHSAS 18001 ricalca innanzitutto il modello di attuazione rappresentato nella seguente figura.
I Modelli di Organizzazione e Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro nel D.lgs. 231/2001

Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro BS OHSAS 18001

Ciò evidenzia come la norma, al pari della ISO 14001, utilizzi come filosofia di applicazione il ciclo di miglioramento basato sullo schema PDCA proposto da Deming per il miglioramento della qualità.

Il documento di partenza per l’attuazione di un sistema di gestione della sicurezza secondo la OHSAS 18001 è la Politica aziendale per la sicurezza e salute dei lavoratori; questa deve essere emanata dalla direzione e deve essere adeguata alla struttura e alle attività svolte dall’organizzazione.

La politica deve stabilire gli obiettivi per la sicurezza improntati al miglioramento continuo, viene decisa nell’ambito del riesame della direzione, prende in considerazione i risultati degli audit e le prestazioni aziendali in termini di sicurezza; la politica deve dare gli imput per la pianificazione degli interventi e delle attività.
Un’analisi preliminare dei rischi per la sicurezza e la salute che definisca una situazione di partenza, può risultare molto utile per l’enunciazione di una politica aziendale che individui le reali carenze e stabilisca obiettivi di effettivo miglioramento per l’organizzazione; la norma non richiede, come requisito fondamentale, l’attuazione di quest’analisi, ma la sua utilità resta evidente e riconosciuta da tutti coloro che hanno approcciato questa problematica.
La fase successiva è quella della Pianificazione che ha come dati di input la politica aziendale, i risultati degli audit e la misurazione delle prestazioni aziendali.
Innanzitutto si deve pianificare la modalità con cui individuare e valutare i rischi per la sicurezza connessi con le attività aziendali in modo tale da prendere in considerazione eventuali modifiche dei cicli produttivi, delle tecnologie, delle prescrizioni legali, ecc.

Scritto da Claudio Pellizzari

Claudio Pellizzari

Ingegnere Meccanico è consulente di direzione dal 1993. Opera dal 2002 nella consulenza per lo sviluppo di Modelli Organizzativi ex D.Lgs. 231/2001. E' membro e presidente in numerosi Organismi di Vigilanza. E' specialista di Risk Management in vari ambiti aziendali.

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