La legge 190/2012

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2012, è entrata in vigore lo scorso 28 novembre 2012 la legge n° 190 del 6 novembre 2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", conversione in legge del DDL anticorruzione lungamente discusso alle Camere.
Oltre ad avere ampliato il catalogo dei reati del D.Lgs 231/2001, la Legge in oggetto, ed il Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici ad essa collegato, hanno introdotto altre novità che non possono essere ignorate al fine di migliorare l’efficacia e l’adeguatezza dei Modelli Organizzativi ex d.Lgs. 231.

 Le novità di rilievo

Tra i vari aspetti previsti dalla nuova normativa, due sono quelli che, in prima analisi, dovrebbero essere considerati in sede di revisione dei Modelli (oltre naturalmente alla più sostanziosa revisione in conseguenza dell’introduzione dei nuovi reati presupposto, per cui si veda questo articolo ).
La prima (art.1 comma 42 lettera l) in modifica dell’art.53 comma 16-ter del D.Lgs. 165/2001) prevede che:
“I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti”
La seconda, contenuta nell’art.4 del Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, prevede il divieto per il dipendente di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore (non superiore a 150 euro) - anche sotto forma di sconto - effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia.

Le integrazioni al Modello Organizzativo

Diversi, nei due casi in oggetto, gli ambiti del Modello Organizzativo sui quali è opportuno intervenire: in entrambi i casi non per prevenire un reato, ma per fare propri i comportamenti anti-corruzione previsti dalla Legge 190 e dal Codice di Comportamento.
Per il primo caso, un Modello efficace dovrebbe prevedere, specularmente a quanto previsto dalla legge, il divieto di assumere (o incaricare) ex Pubblici Dipendenti per i quali ricorrano le condizioni descritte all’art.1 comma 42 lettera l).
Tali assunzioni/incarichi infatti, oltre ad essere nulli ex lege, contravvengono di fatto le più elementari norme anticorruzione, a maggior ragione ora che esiste tale previsione di legge. Opportuno inoltre prevedere, anche oltre quanto previsto dalla Legge 190, indagini e cautele aggiuntive, anche nel caso in cui il candidato all’assunzione sia parente/affine entro un certo grado dell’ex dipendente pubblico.
Per il secondo caso invece, l’ambito è quello della regolamentazione di doni e regalie nell’ambito dei protocolli per la prevenzione della corruzione.
Se il Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici ha infatti individuato in 150 € il “modico valore” di cui tutti i Modelli Organizzativi parlano genericamente come limite ai regali nei confronti di soggetti qualificati (Pubblici Ufficiali o Incaricati di Pubblici Servizio), allora è bene che tale limite (eventualmente anche più basso) venga esplicitamente fatto proprio anche dai Modelli Organizzativi delle imprese, senza fare più riferimento ad un generico e non meglio specificato “modico valore”. 

Scritto da Matteo Bottonelli

Matteo Bottonelli

Si occupa di D.Lgs. 231 dal 2002 ed ha contribuito alla realizzazione di Modelli Organizzativi di numerose imprese nel settore manifatturiero e terziario. E’ membro/Presidente di numerosi Organismo di Vigilanza, tra cui imprese quotate alla Borsa di Milano ed imprese con procedimenti in corso ex D.Lgs. 231 per fatti antecedenti alla nomina.

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